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Bitcoin batte i record di afflussi settimanali con un aumento di 3,55 miliardi di dollari
CryptoNewsNet·2025/10/07 01:49
Quantica Tech sviluppa la criptovaluta "BTCQ" resistente ai quanti
CryptoNewsNet·2025/10/07 01:48

Nonostante il suo record, Bitcoin rimane bloccato in un intervallo strategico
Cointribune·2025/10/07 01:39

La guida della SEC sulla custodia delle criptovalute accende il dibattito tra i commissari
Cointribune·2025/10/07 01:39


Perché il prezzo realizzato di Bitcoin è il vero segnale di mercato rialzista
CryptoSlate·2025/10/07 00:44
Il miliardario Paul Tudor Jones afferma che Bitcoin supererà l’oro in “un mondo di espansione fiscale”
CryptoSlate·2025/10/07 00:43
Grayscale abilita lo staking nei suoi Ethereum ETF: quale sarà l’impatto sul mercato?
CryptoSlate·2025/10/07 00:42
Flash
01:50
OCBC Bank: l’indebolimento dello yen e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi potrebbero innescare volatilità a livello globale.```htmlGolden Ten Data, 7 luglio — Secondo gli strateghi della OCBC Bank, mentre lo yen continua a indebolirsi e i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine salgono, il Giappone potrebbe ancora rappresentare una fonte potenziale di volatilità nei mercati globali. Il parere del mercato secondo cui la politica della Banca Centrale del Giappone sia in ritardo rispetto alla curva sta intensificando la pressione di svalutazione sullo yen. Gli strateghi prevedono che gli investitori potrebbero interpretare i futuri rialzi dei tassi principalmente come una direzione politica del governo del primo ministro Sanae Takaichi, piuttosto che puramente basata sui dati economici. Un’ulteriore svalutazione dello yen potrebbe indebolire le valute della regione, soprattutto il won sudcoreano e il baht thailandese, ma OCBC Bank ritiene che il rischio di ricaduta maggiore derivi dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lungo termine. Questo potrebbe già aver contribuito a far salire i rendimenti di obbligazioni americane, britanniche e tedesche. Gli strateghi sottolineano che, se i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi continueranno a salire, i rendimenti globali potrebbero aumentare ulteriormente.```
01:49
Capital Economics: Il rallentamento della crescita salariale in Giappone difficilmente impedirà alla Banca del Giappone di alzare i tassiSecondo quanto riportato da Golden Ten Data il 7 luglio, Abhijit Surya, Senior Asia-Pacific Economist presso Capital Economics, ha dichiarato che il rallentamento della crescita salariale in Giappone a maggio difficilmente impedirà alla Bank of Japan di continuare ad aumentare i tassi di interesse. Ha sottolineato che i dati preliminari pubblicati in precedenza mostrano che la crescita delle retribuzioni in Giappone è rallentata dal 3,6% di aprile al 3,2% di maggio. Surya ha affermato: "Nonostante l’andamento più lento recente, tutti gli indicatori della crescita dei salari di base rimangono ben al di sopra della media del 2025 e, rispetto ai livelli storici, si trovano ancora su valori elevati". Ha aggiunto: "Riteniamo che i dati odierni difficilmente cambieranno il giudizio di fondo della Bank of Japan su un mercato del lavoro che resta teso". Capital Economics mantiene la sua previsione secondo cui la Bank of Japan alzerà i tassi d’interesse fino al 2% entro la fine del 2027.
01:46
Deloitte: l’economia australiana potrebbe affrontare la più lunga recessione degli ultimi trent’anni, con una crescita prevista di solo l’1,1% nel 2026Secondo Golden Ten Data del 7 luglio, il Deloitte Economics Institute ha dichiarato che, sebbene il prezzo del petrolio possa essere in calo, l’aumento dei tassi d’interesse, la fiducia debole di consumatori e imprese, l’investimento abitativo stagnante e la crisi del costo della vita hanno già indebolito le prospettive di crescita dell’Australia. In questo contesto, Deloitte ha rivisto al ribasso la previsione di crescita economica reale dell’Australia per il 2026-2027 dall’1,9% all’1,3%. Si prevede che nei prossimi due anni il tasso di crescita economica annuale sarà inferiore al 2,0%, con il 2026 che registrerà un tasso di crescita di appena l’1,1% per l’intero anno, segnando il periodo di stagnazione più lungo dal crollo dei primi anni ’90.
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